CERTIL LIBRO BIANCO
"Radio
e tv indipendenti e locali in Europa: attuale situazione o obiettivi"
CERTIL
Conféderation
Européenne Radios et Televisions Indépendantes et Locales
aibs
1000
Bruxelles
Tel
+32 2 2896 230
Fax
+32 2 2896 235
info@certil.org
INDICE
Presentazione
di Certil
Membri di Certil
Statuto di Certil
Presentazione
di AERANTI-CORALLO
Presentazione
di SIRTI
Presentazione
di TELESUISSE
Presentazione
di TEM
La situazione nei Paesi Europei delle Associazioni facenti parte di Certil: Italia, Francia, Svizzera e Grecia.
q Pagina
23
Proposte
operative di Certil
PRESENTAZIONE
DI CERTIL
CERTIL è la Confederazione Europea delle Radio e delle Televisioni indipendenti e locali.
La Confederazione si è costituita a Bruxelles e la sede principale è negli uffici della Confcommercio Intarnational situata in Avenue Marnix, 30.
CERTIL
è unassociazione internazionale con finalità scientifiche, regolamentata dalla
legge del 25 ottobre 1919, emendata dalle
leggi del 6 dicembre 1954 e 30 giugno 2000.
I
principali obiettivi di CERTIL sono, tra gli altri:
1. Difendere
la libertà di comunicazione audiovisiva;
2. Promuovere
una comunicazione audiovisiva a breve distanza e sostenere ladozione di normative
tecniche, economiche e professionali in favore delle imprese che sfruttano i metodi di presentazione a breve distanza;
3. Favorire
i rapporti e gli scambi culturali tra i membri e lelaborazione di strategie comuni;
4. Favorire
lo scambio di know-how tecnico e laccesso alle nuove tecnologie;
5. Fungere
da collegamento tra i membri, gli ambiti istituzionali europei e le organizzazioni
internazionali.
Vice Presidente del CERTIL è Philippe Gault
Segretario Generale
e Tesoriere del CERTIL è Filippo Lombardi
MEMBRI
DI CERTIL
AERANTI-CORALLO
via
Martiri della Resistenza, 7 - 60100 ANCONA - ITALIA
Tel.
+39 071 2075048
Fax
+39 071 2075098
aeranticorallo@interbusiness.it
coordinator:
Marco Rossignoli
www.aeranticorallo.com
SIRTI
- Syndicat Interprofessionel des Radios et Télévisions Indépendantes
11
bis rue de Moscou - 75008 PARIS - FRANCE
Tel.
+33 1 53423689
Fax
+33 1 43871379
gault@sirti.fm
president
: Philippe Gault
www.sirti.fm
TEM
-
Greek
Peripheral Television
Kolokotroni,
9 - 10562 ATHENS - GRECE
Tel.
+30 81 398127
Fax
+30 1 398117
tep@her.forthnet.gr
president
: Antonio Dimitriou
www.forthnet.gr/tep
TELESUISSE
- Verband Schweizer Regionalfernsehen, Association des télévisions régionales suisses,
Associazione delle televisioni regionali svizzere
Stadtturmstrasse
19, CH-5400 BADEN - SUISSE
Tel. +41 56 204 24 24
klaus.streif@azag.ch
president
: Filippo Lombardi
www.telesuisse.ch
STATUTO
DI CERTIL
TITOLO 1
DENOMINAZIONE, SEDE, OGGETTO, DURATA, LINGUA UTILIZZATA
Articolo 1
Si è costituita una associazione
internazionale a scopo scientifico denominata CONFEDERAZIONE EUROPEA DELLE RADIO E
TELEVISIONI INDIPENDENTI E LOCALI, in sigla CERTIL.
Lattività dellassociazione è disciplinata dalla legge del 25 ottobre 1919 modificata dalle leggi
del 06 dicembre 1954 e del 30 giugno 2000.
Articolo 2
Lassociazione ha la propria sede
legale in Avenue Marnix, 30, Bruxelles, Belgio.
Tale sede può essere trasferita con una decisione del Consiglio di Amministrazione in
qualsivoglia altro luogo del Regno del Belgio. La decisione di trasferire la sede sarà
pubblicata negli Annessi al Moniteur Belge.
Lassociazione potrà anche stabilire, ovunque in Belgio o allestero, più sedi
dattività o uffici amministrativi a
seguito di decisione del Consiglio dAmministrazione.
Articolo 3
LAssociazione rappresenta associazioni
nazionali, regionali e transfrontaliere cui
aderiscono radio e televisioni indipendenti e
locali in Europa.
Lassociazione che è priva di scopo di lucro ha per
scopo di studiare e risolvere i problemi relativi ai seguenti obiettivi:
Articolo 4
Lassociazione è costituita per una durata illimitata. Essa può essere disciolta in qualsiasi momento, conformemente alla legge e al presente statuto.
Articolo 5
La lingua utilizzata nelle riunioni di lavoro, nelle assemblee generali e nelle riunioni del Consiglio di Amministrazione sarà il francese.
TITOLO II
MEMBRI: DEFINIZIONE, AMMISSIONI E DIMISSIONI
Articolo 6
I membri sono persone giuridiche legalmente costituite secondo le leggi e gli usi dei propri paesi dorigine.
I membri sono dei soggetti che raggruppano operatori di radio e/o televisioni che
aderiscono al presente statuto e realizzano con le loro azioni gli obiettivi che sono
definiti nellart.3.
Ogni membro è rappresentato dal suo rappresentante legale, o da qualsiasi altra
persona debitamente delegata come titolata a
rappresentare il membro in tutti gli atti della
vita nellassociazione.
Ogni membro nomina ugualmente un rappresentante supplente che esercita gli stessi
poteri in caso di assenza o impedimento del titolare.
Tutti i soggetti candidati allammissione come nuovo membro devono
preliminarmente indirizzare una domanda al presidente, accompagnata da una nota di
presentazione e dalla lista dei media che raggruppa (conformemente alla scheda di
presentazione contenuta nel regolamento organizzativo interno).
La domanda dammissione come membro è istruita dal Consiglio di Amministrazione che
può emettere un avviso e trasmetterlo ai membri almeno un mese prima di chiedergli di
pronunciarsi.
La decisione di ammissione di un nuovo membro è deliberata nel corso di un
Assemblea Generale nella quale sono rappresentati il 100% dei membri.
L'ammissione di ogni nuovo membro richiede il consenso di tutti i membri. Tale consenso
viene conseguito quando tutti i membri votano
a favore.
L'associazione non è tenuta a motivare il rifiuto allammissione notificata ai
candidati.
I membri non sono tenuti, dal momento della loro iscrizione, che al pagamento della quota
associativa.
Articolo 7
Ogni membro dellassociazione è libero di dimettersi
inviando per scritto le proprie dimissioni al Consiglio di Amministrazione almeno tre mesi
prima della chiusura dellesercizio sociale.
L'Assemblea Generale può escludere un membro unicamente in caso di:
- cessazione dellattività
nel settore radio-televisivo
- esercizio di attività contraria agli interessi dellassociazione
- ritardo di più
di un anno nei pagamenti delle quote.
Lesclusione può essere effettiva solo
dopo che
linteressato sia stato informato per scritto in termini congrui e
preliminari alla decisione della sua esclusione, che sia ascoltato dall'Assemblea Generale
su tale questione e questa deve, per pronunciare un'esclusione, riunire un quorum di
presenze del 100% e raccogliere l'unanimità dei voti presenti o rappresentati, tranne
quello del membro in causa.
Articolo 8
I membri dimissionari o esclusi non hanno alcun diritto sui
fondi sociali dellassociazione.
Essi non possono pretendere alcun rimborso sulle quote associative versate o dei versamenti che sono stati
effettuati da loro o per loro.
TITRE III
ASSEMBLEA GENERALE
Articolo 9
L'Assemblea Generale si riunirà ogni volta che sarà necessario, ed almeno una volta lanno,su
decisione del Presidente o del Consiglio di Amministrazione.
LAssemblea Generale dovrà ugualmente essere convocata dal Consiglio di
Amministrazione quando almeno la metà dei membri ne faccia richiesta. Allo stesso modo, tutte le proposte firmate almeno
dalla metà dei membri devono essere inserite
nellordine del giorno.
Il Presidente del Consiglio di Amministrazione può convocare una Assemblea Generale
Straordinaria con le stessa modalità della Assemblea Generale ordinaria.
Articolo 10
La convocazione dellAssemblea generale menziona la data, lora, il luogo e lordine del giorno della seduta: essa è inviata ai rappresentanti effettivi e supplenti con lettera raccomandata inviata almeno 15 giorni prima della riunione. Lutilizzazione del fax e della posta elettronica con conferma sarà considerata valida.
Articolo 11
I membri possono per iscritto, telegramma, posta elettronica o fax, delegare un altro membro dellassociazione per farsi rappresentare ad una riunione dellAssemblea Generale. Ciascun membro non può rappresentarne più di uno.
Articolo 12
Salvo disposizioni contrarie esplicitamente previste nel
presente statuto, lAssemblea generale ha il solo
potere:
- di modificare lo statuto
- di nominare e revocare gli
amministratori
- di ammettere dei nuovi
membri o escluderli
- di approvare i bilanci
consuntivi e preventivi
- di adottare il regolamento
organizzativo interno (R.O.I.)
- di sciogliere lassociazione
Tutte le competenze che non sono delegate allAssemblea generale sono conferite al
Consiglio di Amministrazione.
Le modificazioni dovranno essere sottoposte al Ministro della Giustizia e pubblicate negli
Annessi al Moniteur Belge.
Articolo 13
L'Assemblea Generale è presieduta dal Presidente o, in sua
assenza , da un membro del Consiglio di Amministrazione. I partecipanti allassemblea
generale rappresentano validamente i membri in seno allassociazione delegati
conformemente all'articolo 6. Le deleghe che non sono state preventivamente comunicate allAssemblea
Generale devono essere prodotte nella riunione e allegate al foglio delle presenze.
Sarà redatto un foglio delle presenze, firmato da ogni partecipante. Un foglio delle
deleghe è firmato da ogni beneficiario conformemente
allarticolo 11 e le deleghe vengono a questo allegate.
Ogni membro dispone di una sola voce deliberativa per ogni votazione.
Tutte le votazioni avranno luogo per alzata di mano.
L'Assemblea Generale non è validamente composta e non potrà deliberare validamente se
non quando almeno tre quarti dei membri sono presenti o validamente rappresentati e le
decisioni dellAssemblea Generale saranno prese a maggioranza dei membri presenti o
rappresentati.
Nel caso di parità di voti la proposta si considera rigettata.
Le decisioni dellAssemblea generale sono scritte in un registro firmato dal
presidente e conservate nella sede sociale dellassociazione che le terrà a
disposizione dei membri.
TITOLO IV
CONSIGLIO D'AMMINISTRAZIONE
Articolo 14
L'associazione è amministrata da un Consiglio dAmministrazione
eletto per 2 anni dallAssemblea
Generale.
Ogni membro nomina un amministratore (e un
supplente) per il Consiglio dAmministrazione, le nomine sono sottoposte alla
ratifica dell'Assemblea Generale.
Il Consiglio nomina al suo interno il Presidente, il Vice Presidente, il Segretario
Generale e il Tesoriere dellAssociazione.
Gli amministratori non contraggono, in ragione delle loro funzioni, alcuna responsabilità personale e sono responsabili solo dellesecuzione del loro mandato.
L'incarico di amministratore è esercitato a titolo gratuito.
Il mandato dellamministratore è rinnovabile.
Tutti gli amministratori saranno revocati dallAssemblea Generale qualora lAssociazione
che rappresentano cessi di essere membro.
Lesclusione può essere pronunciata
solo dopo che linteressato sia stato informato preventivamente con un lasso di tempo
ragionevole per iscritto della proposta della sua esclusione, che sia stato ascoltato
dall'Assemblea Generale su questa questione e questa deve, per pronunciare un'esclusione,
riunire l'unanimità dei voti presenti o rappresentati, tranne quelli del membro che ha
candidato questo amministratore.
Articolo 15
Il Consiglio di Amministrazione si riunisce a seguito della convocazione del Presidente. Non può deliberare
se la maggioranza dei suoi membri non sono presenti o rappresentati.
Tutti gli amministratori possono per lettera, telegramma,fax o posta elettronica delegare
un altro membro del consiglio.
Ogni amministratore non può detenere più di una delega.
Le decisioni vengono prese a maggioranza con
i tre quarti dei voti.
Il Consiglio di Amministrazione si riunirà almeno tre volte lanno.
Le riunioni del Consiglio di Amministrazione possono ugualmente svolgersi per
teleconferenza o video-teleconferenza.
In questo caso luogo dello svolgimento della riunione si considera quello ove si trovano
il Presidente e la persona incaricata della redazione del verbale.
Articolo 16
Spetta al consiglio di amministrazione assicurare lunità dellassociazione.
Il Consiglio di Amministrazione esercita i
più ampi poteri per lamministrazione
e la gestione dellAssociazione. Inoltre il Consiglio di Amministrazione eserciterà
tutti i poteri che non sono espressamente riservati allAssemblea Generale.
Il Consiglio di Amministrazione può anche delegare lordinaria amministrazione dellassociazione
al Presidente del Consiglio di Amministrazione o ad una persona delegata.
Gli atti esorbitanti lordinaria amministrazione che impegnano lAssociazione sono sottoscritti
congiuntamente dal Presidente e dal Vice-Presidente o dal presidente e dal Segretario
Generale, i quali non dovranno giustificare i propri poteri nei confronti dei terzi.
Il diritto di ricorrere in giudizio sarà esercitato per iniziativa e diligenza del
Presidente o del sostituto debitamente
delegato dal Presidente.
TITOLO V
QUOTE, RISORSE E CARICHE
Articolo 17
Ciascuna associazione membra sosterrà direttamente le spese dei propri delegati.
Articolo 18
I membri si
impegnano a corrispondere una quota associativa che sarà stabilita dallAssemblea
Generale con il consenso di tutti i membri.
L'Assemblea Generale può stabilire delle quote associative
di importo diverso che tengano conto della
natura dei membri , del tipo di attività e delle loro possibilità contributive. La
modalità di calcolo della quota è specificato nel Regolamento Organizzativo Interno.
Articolo 19
In caso di scioglimento dellAssociazione, lAssemblea
generale nominerà il o i liquidatori, determinerà i poteri e indicherà l'assegnazione
dell'attivo netto sociale.
Questa assegnazione dovrà essere obbligatoriamente effettuata a favore di un ente
benefico.
Lo scioglimento dellAssociazione non potrà essere deciso che dallAssemblea
generale riunita con il quorum previsto dallarticolo
22 del presente statuto.
Lo scioglimento può essere anche pronunciato su richiesta del Pubblico Ministero o di
qualsiasi interessato nei quattro casi seguenti:
- impiego di capitali o delle rendite dellassociazione per uno scopo diverso
rispetto a quello per il quale lassociazione è stata costituita;
- insolvenza;
- sopravvenuta mancanza degli amministratori;
- perseguimento di uno scopo contrario allordine pubblico o alla morale.
Salvo disposizioni statutarie o dellassemblea statutariamente
designata a questo scopo, il Tribunale di Prima Istanza, su richiesta motivata del
Pubblico Ministero , o di qualsiasi interessato nomina i liquidatori che opereranno sulla base delle disposizioni delle
leggi belghe sulle società commerciali.
Lattivo netto dopo la liquidazione non può essere assegnato ai Membri se non sino
al massimo della concorrenza dei loro apporti e l'organizzazione alla quale è attribuito
l'attivo netto dopo la liquidazione deve essere senza scopo di lucro.
Articolo 20
L'esercizio sociale decorre
dal 1° gennaio al 31
dicembre di ogni anno.
Eccezionalmente, il primo esercizio inizia il
30 maggio 2001 e avrà termine il 31 dicembre 2001.
Articolo 21
I bilanci consuntivi e preventivi saranno annualmente sottoposti allapprovazione dellAssemblea Generale che si terrà ogni anno come previsto allart. 9 del presente statuto.
Articolo 22
Qualsiasi modifica al presente statuto, lo scioglimento e la
liquidazione dellAssociazione non possono essere prese se non attraverso
una decisione dellAssemblea Generale riunita con la presenza di tre quarti dei membri e con la delibera di almeno tre quarti dei
membri presenti o validamente rappresentati nella riunione.
Tutto ciò che non è previsto espressamente
dal presente statuto è regolato dalla legge del 25 ottobre 1919 modificata con legge 6
dicembre 1954 del 30 giugno 2000 che
disciplina le associazioni internazionali con scopo scientifico.
Atto scritto e sottoscritto a Bruxelles alla data qui sottoindicata in tanti esemplari
originali quanti sono i fondatori, ovvero quattro esemplari originali, avendo ogni
fondatore ricevuto l'esemplare che gli spetta. Un quinto esemplare è firmato ai fini di
essere sottomesso all'approvazione del Ministero di Giustizia.
Presentazione
di AERANTI-CORALLO
AERANTI-CORALLO è una federazione, aderente alla CONFCOMMERCIO composta dalle seguenti associazioni di categoria:
- AERANTI
- CORALLO
Coordinatore e legale rappresentante della federazione è Marco Rossignoli (avvocato, patrocinante in cassazione, revisore contabile), Presidente AERANTI, componente della Giunta esecutiva della CONFCOMMERCIO e Coordinatore della Sezione tecnico-ambientale della Commissione per lassetto del sistema radiotelevisivo presso il Ministero delle Comunicazioni.
AERANTI CORALLO rappresenta complessivamente:
- n. 705 imprese radiofoniche locali (sulle circa 1300 operanti);
- n. 307 imprese televisive locali (sulle circa 595 operanti);
- n. 5 sindycations di emittenti locali che effettuano trasmissioni in contemporanea sul
territorio nazionale;
- n. 2 agenzie di informazione radiofonica;
- n. 7 imprese radiotelevisive via satellite;
- n. 8 imprese radiotelevisive via internet.
AERANTI-CORALLO rappresenta 37 delle 93 imprese televisive locali che hanno ottenuto la
concessione regionale in base alla legge 66/2001. In particolare rappresenta la prima
emittente delle graduatorie per il rilascio delle concessioni dei bacini regionali
Lombardia, Piemonte, Liguria, Marche, Abruzzo, Valle dAosta. Nel Lazio rappresenta
la seconda e la terza emittente. Le imprese AERANTI-CORALLO danno complessivamente
occupazione a oltre 4.000 lavoratori dipendenti e a oltre 10.000 collaboratori.
Lindagine di ascolto Audiradio attribuisce alle 103 radio locali (su 171) e alle
2 syndication associate AERANTI-CORALLO rilevate, complessivamente n. 11.677.000 ascolti
locali nel giorno medio e n. 37.173.000 ascolti nei 7 giorni (dati
2001). Lindagine di ascolto Auditel attribuisce alle 41 tv locali associate
AERANTI-CORALLO rilevate, complessivamente n. 5.722.000 ascolti relativi al dato netto
giornaliero (media annuale dati 2001).
AERANTI CORALLO sono presenti con propri rappresentanti nei seguenti organismi:
Commissione per lassetto del sistema radiotelevisivo presso il Ministero delle
Comunicazioni;
Commissione per le provvidenze editoria alle imprese
radiofoniche presso la Presidenza del Consiglio;
Commissione per le provvidenze editoria alle imprese televisive locali presso la Presidenza del Consiglio;
Comitato per lo sviluppo dei sistemi digitali in Italia presso lAutorità per le
Garanzie nelle Comunicazioni;
Comitato per lapplicazione del codice di
autoregolamentazione nei rapporti tra i minori e le tv presso la Presidenza del Consiglio
dei Ministri;
Consiglio Direttivo e Commissione di Studio dellIstituto dellAutodisciplina
Pubblicitaria.
AERANTI-CORALLO è tra i soci fondatori della CERTIL (Confédération Européenne des Radios et Télévisions Indépendantes et Locales) con sede in Bruxelles, di cui è presidente lAvv. Marco Rossignoli.
Presentazione
di SIRTI
Il SIRTI (sindacato inter-professionale
delle radio e televisioni indipendenti) è stato creato nel 1981, in concomitanza con la
nascita delle prime radio locali indipendenti ("radios libres").
I valori del SIRTI sono la libertà di comunicazione audiovisiva, la varietà degli
operatori quale garanzia del pluralismo di espressione, la responsabilità economica e
sociale delle aziende e dei professionisti del settore.
Il SIRTI riunisce le radio francesi indipendenti locali, regionali e tematiche. Delle 120
radio appartenenti a queste categorie, 93 sono attualmente membri del SIRTI.
Le radio SIRTI :
- Riuniscono la maggior parte degli ascoltatori delle radio indipendenti
francesi,
- Trasmettono su 450 frequenze in tutto il paese,
- Danno stabilmente lavoro a 2000 persone,
- Sono in continua innovazione per poter continuare ad essere concorrenziali:
promozione delle nuove tendenze culturali e musicali, attività sulle nuove tecnologie di
trasmissione, servizi interattivi e stretto rapporto con gli ascoltatori.
Il SIRTI rappresenta le aziende radio e televisive nei confronti di altri ambiti
professionali e ne difende gli interessi morali, economici, tecnici e commerciali.
l SIRTI negozia e firma accordi con i sindacati dei lavoratori, al fine di creare una
struttura sociale che favorisca rapporti equilibrati, contribuendo alla crescita delle
aziende e dellimpiego.
Il SIRTI difende lo sviluppo di un sistema audiovisivo pluralistico favorendo la
diversità tra gli operatori radiofonici con laiuto delle autorità pubbliche, i
legislatori e le autorità responsabili della regolamentazione ed assegnazione delle
risorse del settore.
Il SIRTI auspica lo sviluppo delle televisioni locali, regionali e tematiche indipendenti.
E necessario individuare le condizioni per un settore televisivo vitale ed
indipendente, senza che ciò destabilizzi la fragile economia del mezzo radiofonico.
Presentazione
di TELESUISSE
Nata nel 1995, TELESUISSE Associazione delle TV regionali
svizzere, www.telesuisse.ch è di fatto lunica associazione delle TV private
nella Confederazione. Non ne fanno parte la TV di servizio pubblico (Società svizzera di
radio e telediffusione, SSR-SRG), né le emittenti settoriali private al beneficio di una
concessione nazionale (i programmi musicali Star-TV e Viva-Swizz), né le piccole
emittenti locali o sperimentali limitate alla diffusione di testi e immagini fisse o
programmi a cadenza irregolare.
Per contro ne fanno parte tutte le 18 emittenti regionali concessionate con alta
attività di emissione secondo la definizione dellUfficio Federale delle
Comunicazioni (UFCOM). Emittenti cioè che forniscono un programma quotidiano di
informazione e animazione nelle diverse regioni del Paese, suddivise in dieci emittenti di
lingua tedesca, sei di lingua francese, una di lingua italiana e una bilingue
(tedesco-francese).
TELESUISSE è condotta da un Comitato di tre membri (presieduto da Filippo Lombardi,
TeleTicino, vicepresidente Markus Ruoss, TeleM1-TeleTell, membro Claude Alain Stettler,
Telebielingue) più un segretario generale a tempo parziale (Klaus Streif, con sede a
Baden). Alla luce dellancor giovane sviluppo delle emittenti private in Svizzera, le
sue attività si sono per il momento concentrate sulla difesa sindacale delle posizioni
comune dei membri di fronte allautorità politica in vista della definizione del
futuro quadro giuridico in cui dovranno operare (nuova Legge federale sulla
radiotelevisione, LRTV), come pure in alcune questioni di comune interesse editoriale ed
economico (diritti dautore, diffusione via cavo, ecc.).
Progressivamente lAssociazione inizia a sviluppare un ruolo più attivo nella
promozione dellimmagine delle TV regionali svizzere nellopinione pubblica e
sul mercato, nello scambio e nellacquisizione di programmi o in qualche produzione
comune, e favorisce le sinergie dei propri
membri anche sul piano prettamente commerciale (rapporti con le agenzie, creazione di
pool linguistici o nazionali in grado di raccogliere sponsoring e pubblicità
non solo locale, ecc.), pur non intervenendovi direttamente.
TELESUISSE è membro di Economiesuisse (lassociazione mantello delle attività
economiche nazionali), del DUN (associazione degli utenti di diritti dautore), del
CERTIL (Confederazione europea delle radio e televisioni indipendenti e locali) e
patrocina il MITIL, Meeting delle radiotelevisioni indipendenti e locali che si tiene
annualmente a Vevey in Svizzera (www.mitil.org).
Presentazione
di TEM
Il TEM (Televisione locale greca) è
unassociazione non a scopo di lucro istituita nel 1999 che conta 104 membri delle
stazioni televisive locali. La sua finalità è quella di soddisfare gli interessi dei
suoi membri.
Lassociazione ha non soltanto avuto un notevole corso nei suoi 3 anni di presenza in
Grecia in relazione alle stazioni televisive periferiche (locali), ma ha anche preteso
lapplicazione della legislazione e la legalizzazione provvisoria delle stazioni
televisive. Ben presto si amplierà alle stazioni radio locali greche; al momento vi sono
circa 2000 stazioni radio in tutto il paese.
In Italia fino al 1976 l'attività di radiodiffusione sonora e televisiva via etere terrestre era sottoposta a regime di monopolio e conseguentemente poteva essere esercitata esclusivamente dalla concessionaria del servizio pubblico RAI.
La Corte Costituzionale con la
sentenza n. 202 dellanno 1976 ha liberalizzato lattività
di radiodiffusione via etere terrestre permettendo lo svolgimento della
stessa anche ai privati.
Il sistema radiotelevisivo è
rimasto sostanzialmente privo di disciplina normativa per circa 14 anni
sicché si è sviluppato in assenza di regole, con inevitabili ripercussioni
sul piano dello sviluppo imprenditoriale, della concorrenzialità e degli
equilibri interferenziali tra gli impianti di diffusione.
La prima legge di settore è stata
emanata nel 1990 (legge 6/8/90 n. 223). La stessa ha previsto
che lattività di radiodiffusione sonora e televisiva via
etere terrestre fosse sottoposta a concessione.
Le prime concessioni sono state
rilasciate nel 1994 in assenza dei piani di assegnazione delle frequenze e sulla
base degli impianti già eserciti di fatto dalle emittenti.
Attualmente in Italia operano 14
imprese televisive nazionali (3 della concessionaria pubblica RAI e 11 private) e
600 imprese televisive locali private.
Inoltre operano 20 imprese
radiofoniche nazionali (5 della concessionaria pubblica RAI e 15 private) e
circa 1300 imprese radiofoniche locali private.
Tutte le suddette imprese operano
con diffusione via etere terrestre in tecnica analogica.
Il mercato televisivo (ascolto e
fatturato) è controllato al 90% dai due principali gruppi
televisivi (la concessionaria pubblica RAI esercente tre
reti e la concessionaria privata RTI Gruppo Mediaset ugualmente
esercente tre reti).
Nel settore radiofonico
non esiste una analoga situazione dominante sicché le
imprese radiofoniche locali possono effettivamente competere in termini
di ascolto e di raccolta pubblicitaria con le reti radiofoniche nazionali.
La recente legge 66 dellanno 2001 ha
stabilito le regole per il passaggio alle trasmissioni digitali terrestri
fissando per il comparto televisivo la data dallo switch-off, che comunque
potrebbe essere prorogata, al 31 dicembre 2006.
Per il comparto radiofonico il
passaggio al digitale si presenta invece molto incerto stante la limitatezza delle
frequenze disponibili che peraltro essendo allocate in diverse bande non
permettono neppure pari opportunità tecniche agli operatori.
Lemittenza locale sta operando al
fine di ottenere effettive possibilità di accesso alla tecnologia
digitale al pari degli operatori nazionali.
Dirette discendenti delle "radios libres" sorte
nei primi anni 80, le radio indipendenti degli anni 2000 sono la risposta alla richiesta
degli ascoltatori di diversità nella programmazione, varietà di operatori radiofonici e
servizi basati sulla comunità locale.
In Francia ogni giorno circa 6 milioni di persone, dai 15 anni in su, ascoltano le circa
120 radio indipendenti, secondo Mediametrie.
Locali o regionali che siano, queste radio sono conosciute nel proprio territorio di
appartenenza, ne rappresentano le specificità ed ampliano lofferta radiofonica a
tali zone. Ciononostante le loro specificità non sono sempre ben recepite a Parigi, dove
spesso si decide per loro. Essendo stazioni tematiche, sono allorigine delle nuove
tendenze musicali e dei nuovi talenti. Contribuiscono, meglio di chiunque altro, alla
diversità musicale radiofonica, come dimostrano gli stessi studi Yacast.
Linfluenza esercitata dalle reti radiofoniche nazionali e dalle aziende
internazionali sulle radio FM francesi sta portando ad una contrazione dellofferta
radiofonica.
Nel 1994 la legge sancisce che una radio, con la sua rete, può raggiungere 150 milioni di
persone. Concretamente, in un paese con 60 milioni di abitanti, una tale situazione fa sì
che i principali operatori radiofonici creino almeno tre reti a testa. Questa legge ha
favorito un vero e proprio mercato nero delle frequenze, provocando la
scomparsa di numerose radio indipendenti.
Queste ultime utilizzando a malapena il 15% delle frequenze FM private e, per favorire un
nuovo sviluppo, contano sul successo degli ascolti ed uneconomia vitale.
Per quanto riguarda la televisione, i canali indipendenti sono ancora alla ricerca di un
proprio sviluppo. La televisione pubblica ed i grandi gruppi privati sono praticamente
soli a dominare la scena della TV via terra.
I canali via cavo e satellitari continuano a dipendere dai principali operatori e non
hanno una propria economia viva. Il loro pubblico è più ristretto.
Le televisioni locali operano soprattutto via cavo. Poiché il sistema non è diffuso
ovunque e lindice di ascolto non è calcolato, esse non dispongono di risorse
sufficienti per operare come vere e proprie aziende indipendenti.
Le poche televisioni indipendenti via terra non sono riuscite a trovare un modello
economico e fanno affidamento sul coinvolgimento personale dei propri promotori.
Poiché la televisione via terra è ancora numericamente incerta ed in lenta crescita,
ciò potrebbe ritardare ulteriormente lo sviluppo delle televisioni locali via terra.
Tradizionalmente riservate allEnte parastatale SSR-SRG-Idée
suisse, la radio e la televisione sono state liberalizzate molto tardi in Svizzera
rispetto alla media dei paesi europei. La motivazione ufficiale ma discutibile
delle autorità era che il mercato svizzero è troppo piccolo per far vivere
emittenti private, e che il canone doveva essere interamente riservato ad un solo Ente,
incaricato di promuovere la coesione nazionale e la promozione delle minoranze culturali
con una perequazione finanziaria fra le regioni linguistiche.
Di fatto la liberalizzazione sperimentale in campo radiofonico è giunta solo negli anni
80 dopo le battaglie del pirata Roger Schawinski che diffondeva
la sua Radio24 dallItalia verso Zurigo in campo televisivo solo con la Legge
sulla radiotelevisione (LRTV) del 1991, sulla cui base le prime emittenti private hanno
cominciato ad emettere nel 1994.
La liberalizzazione era peraltro parziale, assortita da numerose condizioni penalizzanti
per le emittenti private: procedura defatigante di concessionamento, frazionamento
regionale eccessivo, limitazioni pubblicitarie e legali varie. Inizialmente poi le
concessioni private sono state attribuite unicamente ad emittenti locali e regionali, per
la sola diffusione via cavo, ad esclusione di frequenze per la diffusione via etere.
Molto tardivamente sono state assegnate due concessioni nazionali (o meglio, per
lintera Svizzera in lingua tedesca) alle emittenti Tele24 e TV3, progetti ambiziosi
ma scontratisi alla strapotente corazzata pubblica con tutte le difficoltà del quadro
legislativo e commerciale qui solo accennate, e destinati dunque a vita breve (hanno
chiuso entrambe a fine 2001).
Questa mancanza di una vera dinamica di concorrenza nazionale ha condotto ad una
situazione paradossale, in cui lonnipotente azienda pubblica SSR quattordici
canali radio e sei reti TV, due per lingua ufficiale malgrado benefici di un
fortissimo radicamento storico e istituzionale, della quasi totalità del canone (uno dei
più alti al mondo, 300 Euro allanno per radio e tv) e di un quasi monopolio sulla
pubblicità e lo sponsoring nazionale, con diritti di esclusiva per tutte le
manifestazioni sportive culturali o spettacolari di rilievo, riesce a malapena a
garantirsi in media il 30% di quota del mercato televisivo (per la radio va meglio,
attorno al 70% in media).
Poiché i privati rimangono confinati al livello dellinformazione regionale con
ridotti mezzi finanziari e quindi debbono accontentarsi di pochi punti di quota di
mercato ne risulta una enorme penetrazione delle emittenti estere che assieme
superano il 60% di quota di mercato tv, in tutte le regioni linguistiche. Il che ha spinto
le principali emittenti tedesche e francesi (il mercato della Svizzera italiana è invece
troppo piccolo) a dotarsi anche di finestre pubblicitarie svizzere, con
facoltà di raccogliere pubblicità nazionale ad ulteriore detrimento delle possibilità
di espansione delle private svizzere.
Per le radio lo sviluppo è per contro più sano, perché le emittenti hanno
iniziato in genere una decina danni prima delle TV, perché i loro costi
desercizio sono inferiori, e perché per loro vale il sistema duale
(canone allEnte pubblico, che però non diffonde pubblicità). La quarantina di
radio private, pure caratterizzate da una diffusione regionale, sono riunite in due
associazioni, la VSP (Verein Schweizerischer Pivatradios) principalmente germanofona e la
RRR (Réseau des Radios Régionales) francofona.
Da notare, tanto per le radio quanto per le TV, una tendenza alla concentrazione dei
media: spesso sono gli editori di giornali dominati nella regione che sono pure
proprietari o perlomeno azionisti importanti delle rispettive radio e tv regionali. Il
fenomeno appare purtroppo inevitabile, nella misura in cui solo case editrici solide
possono creare sinergie redazionali e nel contempo sopportare per anni le perdite iniziali
di queste emittenti, causate dal sistema legale in vigore. Si assiste peraltro, nelle
radio francofone, ad una progressiva penetrazione di operatori privati francesi che le
acquisiscono e le mettono in rete. Qualche sintomo si rileva recentemente anche nella
Svizzera tedesca.
Al momento in Grecia vi sono 7 stazioni
televisive private che coprono tutto il paese e circa 100 stazioni locali. Nonostante la
legislazione in vigore dal 1995 ed emendata già due volte, bisogna ammettere che la sua
applicazione è soltanto parziale.
Le aziende televisive, come pure quelle radiofoniche, devono costituire una sorta di
società S.A. allinterno della quale gli azionisti non possano detenere più del 25%
del pacchetto azionario e non possano detenere azioni di più di due diversi mezzi di
comunicazione di massa (radio, televisione o giornali).
Lazionista che detiene la maggior percentuale prende il nome di principale
azionista e non potrà rivendicare commissione alcuna per i progetti assegnati dal
governo greco.
Tutte le stazioni radio e televisive periferiche (locali) della Grecia operano con una
licenza provvisoria. Sembra che al momento vi siano troppe stazioni radio in proporzione
alla situazione finanziaria del paese.
Le priorità di AERANTI-CORALLO sono quelle di giungere ad
un sistema che garantisca adeguato spazio
e ruolo alle imprese radiofoniche e televisive locali italiane e permetta effettivamente la transizione al digitale anche agli
operatori locali.
Per questo è necessario creare le condizioni per una ulteriore crescita e sviluppo del
settore sia attraverso forme di incentivazione e di sostegno pubblico, sia attraverso
interventi che favoriscano gli investimenti pubblicitari sui mezzi
radiotelevisivi locali.
Gestire le risorse Hertz al fine
di ripristinare un equilibrio tra radio indipendenti e reti nazionali
La CSA (autorità responsabile della
regolamentazione audiovisiva in Francia) deve attribuire le frequenze FM disponibili,
senza le quali le radio indipendenti locali, regionali o tematiche non possono esistere.
Più specificatamente, deve ripristinare gli equilibri in numerose città nelle quali è
presente soltanto una radio indipendente, o addirittura nessuna, rispetto alle numerose
reti nazionali.
E possibile trovare nuove frequenze sulla banda FM. Abbiamo ottenuto la
ri-assegnazione di circa 100 frequenze non utilizzate dalle radio pubbliche. Non è più
possibile trasmettere su una doppia frequenza nella stessa zona.
Potremmo avere a disposizione anche altre frequenze se riuscissimo a rivedere
leccessiva capacità di elaborazione concessa alle radio pubbliche ed a
generalizzare le regole di programmazione applicate alle radio private.
Con lo sviluppo delle nuove tecnologie di trasmissione radiofonica (AM analogiche o
numeriche, DAB, ecc.
), lassegnazione delle risorse hertz deve garantire
levoluzione tecnologica degli operatori indipendenti.
E indispensabile garantire
lautosufficienza delle radio indipendenti.
La percentuale delle reti nazionali sul mercato locale dovrebbe essere ridotta. Tuttavia
il Governo e la CSA sono sottoposti alle pressioni di alcuni gruppi e reti nazionali che
rivendicano la totale deregolamentazione del mercato pubblicitario locale.
Allo stesso modo da anni si esercitano pressioni sulle autorità pubbliche affinché
modifichino le normative economiche inerenti lassegnazione degli investimenti
pubblicitari tra i vari mezzi di comunicazione.
E assolutamente indispensabile garantire la stabilità economica della radio, un
importante mezzo di comunicazione in termini di ascolti, ma una piccola industria dal
punto di vista del fatturato.
Le radio indipendenti possono competere
con le reti nazionali soltanto se possono beneficiare della libertà di accesso alle
risorse di programmazione, al minor costo possibile.
Quando si introducono le esclusive commerciali tra chi detiene i diritti e le radio, le
radio indipendenti sono quasi sempre messe da parte.
Tali esclusive commerciali possono essere sviluppate sia per gli eventi musicali, sia per
quelli sportivi, sia per quelli culturali. La legge e le normative devono tutelare il
diritto allinformazione ed il libero accesso alle risorse di programmazione.
Per quanto riguarda la musica, è indispensabile assicurare un sistema di licenze legale e
mantenere livelli accettabili per i diritti dautore applicati agli artisti ed alle
società di registrazione, in modo particolare nel caso dei piccoli operatori.
Nel settore TV la libertà deve
essere ancora consolidata
E possibile considerare la
comunicazione audiovisiva francese come libera se il settore televisivo indipendente è
quasi del tutto inesistente ?
Il SIRTI propone anche lo sviluppo delle televisioni indipendenti locali, regionali e
tematiche, senza destabilizzare la fragile economia del mezzo radiofonico.
Ciò implica il rispetto delle principali disposizioni in materia di pubblicità. In modo
particolare linterdizione della pubblicità televisiva per il settore della
distribuzione commerciale.
I presupposti per la vitalità delle televisioni indipendenti vanno ricercati altrove. Lo
sviluppo di TV indipendenti in ogni regione permetterebbe loro di raggiungere un modello
di sindacato economico, così comè avvenuto per le radio.
E anche necessario pensare alla possibilità di un parziale finanziamento pubblico
per le televisioni indipendenti.
Una porzione dellimposta annuale sulla TV potrebbe essere assegnata alle televisioni
indipendenti basate sulle comunità locali. Le autorità pubbliche e locali, sulla base di
convenzioni specifiche, dovrebbero essere in grado di operare in favore di queste
televisioni.
In questo quadro, è evidente che la priorità assoluta per le
emittenti private TV ormai quasi esclusivamente regionali, e in buona parte
deficitarie è la modifica del quadro legislativo vigente. Dopo parecchie
esitazioni il Governo lo ha riconosciuto, e intende sottoporre al Parlamento entro fine
2002 una nuova LRTV, che entrerebbe in vigore il 1. gennaio 2005.
Tale progetto dovrebbe prevedere una limitazione quantitativa delle emittenti regionali
(una dozzina) in cambio di un allargamento delle rispettive zone di diffusione e di un
riconoscimento del loro ruolo di servizio pubblico regionale complementare al
servizio pubblico nazionale della SSR. Ciò consentirebbe di riconoscere loro finalmente
una parte del canone TV (si parla del 5% del totale, poco per la SSR ma notevole per le
regionali!). Nel contempo verrebbero allentate le restrizioni pubblicitarie (facoltà di
interrompere i programmi ogni 20 minuti e di pubblicizzare gli alcol leggeri ad esclusione
dei superalcolici).
Il tutto dovrebbe condurre ad un quadro finalmente in grado di garantire la sopravvivenza
delle regionali. Resta per il momento impensabile una TV generalista privata nazionale,
mentre qualche spazio lo potranno ricavare le emittenti settoriali (musica, cinema, ecc.).
Per il resto, rimane importante per le TV regionali migliorare la loro qualità ed
immagine pubblica, accrescere la loro collaborazione e diversificazione nel campo dei
programmi, creare sinergie pubblicitarie e incentivare le agenzie e le reti di vendita,
difendersi dalla voracità dei commercianti di diritti dautore internazionali come
pure dalle possibili richieste di pagamento della diffusione da parte dei distributori via
cavo. E ovviamente, come negli altri paesi, non perdere il treno della rivoluzione
tecnologica DVB-T.
Le priorità per le radio sono diverse. Sostanzialmente si tratta di consolidare
quanto ottenuto sul piano degli ascolti, resistendo allattuale recessione del
mercato pubblicitario e allargandosi pure alla pubblicità degli alcolici leggeri. Importa
inoltre non peggiorare il quadro legislativo esistente, come avverrebbe se alla SSR
venisse concessa anche la pubblicità radiofonica che a tratti essa reclama. Si tratta
pure di mantenere la piccola quota parte di canone di cui già dispongono le emittenti
specie in funzione dei costi di diffusione nelle regioni periferiche e di montagna
e di potersi assicurare delle frequenze nel quadro della riorganizzazioni nazionale
in corso (incerte per contro le prospettive della diffusione DAB, iniziata
sperimentalmente dalla SSR e poi sospesa a causa dei costi e della scarsa rispondenza del
pubblico e dellindustria del settore).
Qui di seguito sono elencati in
principali problemi radio e televisivi che la Grecia dovrebbe risolvere:
Predisposizione di licenze di
attività permanenti.
Il governo greco dovrebbe concedere
tali licenze, qualcosa che sino ad oggi non è stato ancora fatto, in modo da organizzare
il settore ed aiutare le stazioni televisive a sopravvivere finanziariamente in un
ambiente radio e televisivo decisamente imprenditoriale.
Tassazione non equa della
pubblicità
In Grecia ci si trova dinanzi al
problema di unaliquota fiscale del 21,5% sulla pubblicità radio e televisiva e ciò
va a scapito dei terzi, ovvero lassociazione dei giornalisti. E stata inoltre
applicata unulteriore imposta del 30% per il governo greco, per un totale del 51,50%
più IVA. Esiste inoltre un ulteriore tassazione del 2,2% per tutti i diritti riservati
dei musicisti. La stessa tassazione interessa sia la radio, sia la televisione in Grecia.
Per tutti questi motivi abbiamo chiesto laiuto del CERTIL perché sappiamo che nel
resto dellUnione Europea queste aliquote non esistono o sono minori e si fondano
sulle condizioni dellunione finanziaria.
Ripartizione non proporzionale del
budget per la pubblicità da parte del governo greco in favore delle stazioni radio
e televisive nazionali ed a scapito di quelle periferiche (locali).
La televisione locale greca rivendica una
quota della suddetta ripartizione con interventi sul governo greco, poiché la
legislazione in materia esiste ma non è sempre applicata.
PROPOSTE
OPERATIVE DI CERTIL
Elaborando le esigenze specifiche espresse da ciascuna associazione nel proprio Paese (vedi gli obiettivi nazionali precedentemente illustrati), analizzando la situazione politica ed economica nelle altre nazioni europee e sviluppando da queste delle linee di interesse comune da promuovere in ambito comunitario europeo, CERTIL si adopererà al fine di ottenere, in prima istanza:
- norme finalizzate allo sviluppo e alla valorizzazione del settore radiotelevisivo locale indipendente in tutti i Paesi europei, sia dal punto di vista tecnologico, anche prevedendo adeguate riserve di frequenze per la trasmissione, sia dal punto di vista del mercato, favorendo la raccolta pubblicitaria da parte dell'emittenza radiotelevisiva locale indipendente degli investimenti per comunicazione pubblici e privati;
- norme finalizzate a garantire e supportare la transizione al digitale del comparto radiotelevisivo locale indipendente, anche prevedendo forme di sostegno economico per il rinnovamento tecnologico degli impianti di trasmissione;
- norme per la piena tutela del diritto di informazione e di cronaca da parte delle emittenti radiotelevisive locali indipendenti, sia in generale, sia specificamente per l'informazione politica e per gli eventi sportivi;
- garanzie di equa distribuzione delle risorse pubbliche derivanti da canone anche a sostegno di quelle emittenti che svolgano - per propria libera scelta - attività di pubblico servizio.