CERTIL LIBRO BIANCO

 

 

"Radio e tv indipendenti e locali in Europa: attuale situazione o obiettivi"

 

  

 

CERTIL
Conféderation Européenne Radios et Televisions Indépendantes et Locales
aibs

 avenue Marnix 30
1000 Bruxelles
Tel +32 2 2896 230
Fax +32 2 2896 235
info@certil.org

 www.certil.org

 

 

INDICE

 

 q       Pagina 03

Presentazione di Certil

 q       Pagina 04

Membri di Certil

 q       Pagina 05

Statuto di Certil

 q       Pagina 11

Presentazione di  AERANTI-CORALLO

 q       Pagina 12

Presentazione di  SIRTI

 q       Pagina 13

Presentazione di TELESUISSE

 q       Pagina 14

Presentazione di TEM

 q       Pagina 15

La situazione nei Paesi Europei delle Associazioni facenti parte di Certil:  Italia, Francia, Svizzera e Grecia.

q       Pagina 23

Proposte operative di Certil 

 

 

PRESENTAZIONE DI  CERTIL

 

CERTIL è la Confederazione Europea delle Radio e delle Televisioni indipendenti e locali.

La Confederazione si è costituita a Bruxelles e la sede principale è negli uffici della Confcommercio Intarnational situata in Avenue Marnix, 30.

CERTIL è un’associazione internazionale con finalità scientifiche, regolamentata dalla legge del 25 ottobre 1919,  emendata dalle leggi del 6 dicembre 1954 e 30 giugno 2000. 

I principali obiettivi di CERTIL sono, tra gli altri:
1.    Difendere la libertà di comunicazione audiovisiva;
2.    Promuovere una comunicazione audiovisiva a breve distanza e sostenere l’adozione di normative tecniche, economiche e professionali in favore delle imprese che sfruttano  i metodi di presentazione a breve distanza;
3.    Favorire i rapporti e gli scambi culturali tra i membri e l’elaborazione di strategie comuni;
4.    Favorire lo scambio di know-how tecnico e l’accesso alle nuove tecnologie;
5.    Fungere da collegamento tra i membri, gli ambiti istituzionali europei e le organizzazioni internazionali.

Presidente del CERTIL è Marco Rossignoli.
Vice Presidente del CERTIL è Philippe Gault
Segretario Generale
e Tesoriere del CERTIL è Filippo Lombardi 

 

MEMBRI DI CERTIL 

 

AERANTI-CORALLO
via Martiri della Resistenza, 7 - 60100 ANCONA - ITALIA
Tel. +39 071 2075048
Fax +39 071 2075098
aeranticorallo@interbusiness.it
coordinator: Marco Rossignoli
www.aeranticorallo.com 

SIRTI - Syndicat Interprofessionel des Radios et Télévisions Indépendantes
11 bis rue de Moscou - 75008 PARIS - FRANCE
Tel. +33 1 53423689
Fax +33 1 43871379
gault@sirti.fm
president : Philippe Gault
www.sirti.fm  

TEM - Greek Peripheral Television
Kolokotroni, 9 - 10562 ATHENS - GRECE
Tel. +30 81 398127
Fax +30 1 398117
tep@her.forthnet.gr
president : Antonio Dimitriou
www.forthnet.gr/tep 

TELESUISSE - Verband Schweizer Regionalfernsehen, Association des télévisions régionales suisses, Associazione delle televisioni regionali svizzere
Stadtturmstrasse 19, CH-5400 BADEN - SUISSE Tel. +41 56 204 24 24
klaus.streif@azag.ch
president : Filippo Lombardi
www.telesuisse.ch  

 

STATUTO DI CERTIL

TITOLO 1

DENOMINAZIONE, SEDE, OGGETTO, DURATA, LINGUA UTILIZZATA

Articolo 1

Si è costituita una associazione internazionale a scopo scientifico denominata CONFEDERAZIONE EUROPEA DELLE RADIO E TELEVISIONI INDIPENDENTI E LOCALI,  in sigla  CERTIL.
L’attività dell’associazione è disciplinata dalla  legge del 25 ottobre 1919 modificata dalle leggi del 06 dicembre 1954 e del 30 giugno 2000.

Articolo 2

L’associazione ha la propria sede legale in Avenue Marnix, 30, Bruxelles, Belgio.
Tale sede può essere trasferita con una decisione del Consiglio di Amministrazione in qualsivoglia altro luogo del Regno del Belgio. La decisione di trasferire la sede sarà pubblicata negli Annessi  al Moniteur Belge.
L’associazione potrà anche stabilire, ovunque in Belgio o all’estero, più sedi d’attività o uffici amministrativi  a seguito di  decisione del Consiglio d’Amministrazione. 

Articolo 3

L’Associazione  rappresenta  associazioni nazionali, regionali e  transfrontaliere cui aderiscono radio e televisioni  indipendenti e locali in Europa.
L’associazione che è priva di scopo di lucro ha per   scopo di studiare e risolvere i problemi relativi ai seguenti obiettivi:

  1. Difendere la libertà della comunicazione audiovisiva e portare il suo sostegno ai propri  membri se sono oggetto della restrizione della loro libertà, o di minaccia in questo senso;
  2. Promuovere la comunicazione audiovisiva  di prossimità e operare  per l’adozione di regole tecniche, economiche, professionali che siano favorevoli alle imprese che gestiscono media di prossimità;
  3. Favorire gli scambi e le relazioni culturali tra i membri e l’elaborazione di strategie comuni;
  4. Favorire lo scambio delle conoscenze tecniche e l’accesso alle nuove tecnologie;
  5. Assicurare l’intermediazione tra i membri  presso le sedi  istituzionali europee e le organizzazioni internazionali;
  6. Favorire la costituzione di una organizzazione internazionale di servizi  alle imprese di diffusione audiovisiva.
  7. Stabilire le strutture organizzative necessarie;
  8. Costituire un servizio di consulenza per i membri, con lo scopo di sviluppare tutte le azioni compatibili con la legislazione dell’Unione Europea per assistere i membri associati nello svolgimento delle loro funzioni, che agiscano per loro stessi o per conto terzi nel quadro  dello scopo  dell’associazione. Questo servizio potrà consistere in  consulenza  ed informazioni di natura tecnica, giuridica, organizzativa o di tutto quanto altro possa essere necessario.

Articolo 4

L’associazione è costituita per una durata illimitata. Essa può essere disciolta in qualsiasi momento, conformemente alla legge e al presente statuto.

Articolo 5

La lingua utilizzata nelle riunioni di lavoro, nelle assemblee generali e nelle riunioni del Consiglio di Amministrazione sarà il francese.

TITOLO II

MEMBRI: DEFINIZIONE, AMMISSIONI E DIMISSIONI

Articolo 6 

I membri sono persone giuridiche legalmente costituite  secondo le leggi e gli usi dei  propri paesi d’origine.
I membri  sono dei soggetti che raggruppano operatori di radio e/o televisioni che aderiscono al presente statuto e realizzano con le loro azioni gli obiettivi che sono definiti nell’art.3.
Ogni  membro è rappresentato dal suo rappresentante legale, o da qualsiasi altra persona  debitamente delegata come titolata a rappresentare il membro in tutti gli atti  della vita nell’associazione.
Ogni  membro nomina ugualmente un rappresentante supplente che esercita gli stessi poteri in caso di assenza o impedimento del titolare.
Tutti  i soggetti candidati all’ammissione come nuovo membro devono preliminarmente indirizzare una domanda al presidente, accompagnata da una nota di presentazione e dalla lista dei media che raggruppa (conformemente alla scheda di presentazione contenuta nel regolamento organizzativo interno).
La domanda d’ammissione come membro è istruita dal Consiglio di Amministrazione che può emettere un avviso e trasmetterlo ai membri almeno un mese prima di chiedergli di pronunciarsi.
La  decisione di ammissione di un nuovo membro è deliberata nel corso di un Assemblea Generale nella quale sono rappresentati il 100% dei membri.
L'ammissione di ogni nuovo membro richiede il consenso di tutti i membri. Tale consenso viene conseguito  quando tutti i membri votano a favore.
L'associazione non è tenuta a motivare il rifiuto all’ammissione notificata ai candidati.
I membri non sono tenuti, dal momento della loro iscrizione, che al pagamento della quota associativa.

Articolo 7

Ogni membro dell’associazione è libero di dimettersi inviando per scritto le proprie dimissioni al Consiglio di Amministrazione almeno tre mesi prima della chiusura dell’esercizio sociale.
L'Assemblea Generale può escludere un membro unicamente in caso di:
- cessazione dell’attività nel settore radio-televisivo
- esercizio di attività contraria agli interessi dell’associazione
-   ritardo di più di un anno nei pagamenti delle quote.
L’esclusione  può essere effettiva solo dopo  che   l’interessato sia stato informato per scritto in termini congrui e preliminari alla decisione della sua esclusione, che sia ascoltato dall'Assemblea Generale su tale questione e questa deve, per pronunciare un'esclusione, riunire un quorum di presenze del 100% e raccogliere l'unanimità dei voti presenti o rappresentati, tranne quello del membro in causa.

Articolo 8

I membri dimissionari o esclusi non hanno alcun diritto sui fondi sociali dell’associazione.
Essi non possono pretendere alcun rimborso sulle quote associative  versate o dei versamenti che sono stati effettuati  da loro o per loro.

TITRE III

ASSEMBLEA GENERALE

Articolo 9

L'Assemblea Generale si riunirà ogni volta che sarà  necessario, ed almeno una volta l’anno,su decisione del Presidente o del Consiglio di Amministrazione.
L’Assemblea Generale dovrà ugualmente essere convocata dal Consiglio di Amministrazione quando almeno la metà dei membri ne faccia richiesta.  Allo stesso modo, tutte le proposte firmate almeno dalla metà dei membri  devono essere inserite nell’ordine del giorno.
Il  Presidente del Consiglio di Amministrazione può convocare una Assemblea Generale Straordinaria con le stessa modalità della Assemblea Generale ordinaria.

Articolo 10

La convocazione dell’Assemblea generale menziona la data, l’ora, il luogo e l’ordine del giorno della seduta: essa è inviata ai rappresentanti effettivi e supplenti con lettera raccomandata inviata almeno 15 giorni prima della riunione. L’utilizzazione del fax e della posta elettronica con conferma sarà considerata valida.

Articolo 11

I  membri possono per iscritto, telegramma, posta elettronica o fax, delegare un altro membro dell’associazione per farsi rappresentare ad una riunione dell’Assemblea Generale. Ciascun   membro non può  rappresentarne più di uno.

Articolo 12

Salvo disposizioni contrarie esplicitamente previste nel presente statuto, l’Assemblea generale ha il solo   potere:
- di modificare lo statuto
- di nominare e revocare gli amministratori
- di ammettere dei nuovi membri o escluderli
- di approvare i bilanci consuntivi e preventivi
- di adottare il regolamento organizzativo interno (R.O.I.)
- di sciogliere l’associazione
Tutte le competenze che non sono delegate all’Assemblea generale sono conferite al Consiglio di Amministrazione.
Le modificazioni dovranno essere sottoposte al Ministro della Giustizia e pubblicate negli Annessi al Moniteur Belge.

Articolo 13

L'Assemblea Generale è presieduta dal Presidente o, in sua assenza , da un membro del Consiglio di Amministrazione. I partecipanti all’assemblea generale rappresentano validamente i membri in seno all’associazione delegati conformemente all'articolo 6. Le deleghe che non sono state preventivamente comunicate all’Assemblea Generale devono essere prodotte nella riunione e allegate al foglio delle presenze.
Sarà redatto un foglio delle presenze, firmato da ogni partecipante.  Un foglio  delle deleghe è firmato da ogni beneficiario  conformemente all’articolo 11 e le deleghe vengono a questo allegate.
Ogni membro dispone di una sola voce deliberativa per ogni votazione.
Tutte le votazioni avranno luogo per alzata di mano.
L'Assemblea Generale non è validamente composta e non potrà deliberare validamente se non quando almeno tre quarti dei membri sono presenti o validamente rappresentati e le decisioni dell’Assemblea Generale saranno prese a maggioranza dei membri presenti o rappresentati.
Nel caso di parità di voti la proposta si considera rigettata.
Le decisioni dell’Assemblea generale sono scritte in un registro firmato dal presidente e conservate nella sede sociale dell’associazione che le terrà a disposizione dei membri.

TITOLO IV

CONSIGLIO D'AMMINISTRAZIONE

Articolo 14

L'associazione è amministrata da un Consiglio d’Amministrazione eletto per  2 anni dall’Assemblea Generale.
Ogni membro nomina un amministratore  (e un supplente) per il Consiglio d’Amministrazione, le nomine sono sottoposte alla ratifica dell'Assemblea Generale.
Il Consiglio nomina al suo interno il Presidente, il Vice Presidente, il Segretario Generale e il Tesoriere dell’Associazione.
Gli amministratori non contraggono, in ragione delle loro funzioni, alcuna responsabilità  personale e sono responsabili  solo dell’esecuzione del loro mandato.
L'incarico di amministratore è esercitato a titolo gratuito.
Il mandato dell’amministratore è rinnovabile.
Tutti gli amministratori saranno revocati dall’Assemblea Generale qualora l’Associazione che rappresentano cessi di essere membro.
L’esclusione  può essere pronunciata solo dopo che l’interessato sia stato informato preventivamente con un lasso di tempo ragionevole per iscritto della proposta della sua esclusione, che sia stato ascoltato dall'Assemblea Generale su questa questione e questa deve, per pronunciare un'esclusione, riunire l'unanimità dei voti presenti o rappresentati, tranne quelli del membro che ha candidato questo amministratore.

Articolo 15

Il Consiglio di Amministrazione si riunisce a seguito della  convocazione del Presidente. Non può deliberare se la maggioranza dei suoi membri non sono presenti o rappresentati.
Tutti gli amministratori possono per lettera, telegramma,fax o posta elettronica delegare un altro membro del consiglio.
Ogni amministratore non può detenere più di una delega.
Le decisioni  vengono prese a maggioranza con i tre quarti dei voti.
Il Consiglio di Amministrazione si riunirà almeno tre volte l’anno.
Le riunioni del Consiglio di Amministrazione possono ugualmente svolgersi per teleconferenza o video-teleconferenza.
In questo caso luogo dello svolgimento della riunione si considera quello ove si trovano il Presidente e la persona incaricata della redazione del verbale.

Articolo 16

Spetta al consiglio di amministrazione assicurare l’unità  dell’associazione.
Il Consiglio di Amministrazione esercita  i più ampi poteri  per l’amministrazione e la gestione dell’Associazione. Inoltre il Consiglio di Amministrazione eserciterà tutti i poteri che non sono espressamente riservati all’Assemblea Generale.
Il Consiglio di Amministrazione può anche delegare l’ordinaria amministrazione dell’associazione al Presidente del Consiglio di Amministrazione o ad una persona delegata.
Gli atti esorbitanti l’ordinaria amministrazione che impegnano  l’Associazione sono sottoscritti congiuntamente dal Presidente e dal Vice-Presidente o dal presidente e dal Segretario Generale, i quali non dovranno giustificare i propri poteri nei confronti dei terzi.
Il diritto di ricorrere in giudizio sarà esercitato per iniziativa e diligenza del Presidente  o del sostituto debitamente delegato dal  Presidente.

TITOLO V

QUOTE, RISORSE E CARICHE

Articolo 17

Ciascuna associazione membra sosterrà direttamente le spese dei propri delegati.

Articolo 18

I membri  si impegnano a corrispondere una quota associativa che sarà stabilita dall’Assemblea Generale con il consenso di tutti i membri.
L'Assemblea Generale può stabilire delle quote  associative di importo diverso che tengano conto  della natura dei membri , del tipo di attività e delle loro possibilità contributive. La modalità di calcolo della quota è specificato nel Regolamento Organizzativo Interno.

Articolo 19

In caso di scioglimento dell’Associazione, l’Assemblea generale nominerà il o i liquidatori, determinerà i poteri e indicherà l'assegnazione dell'attivo netto sociale.
Questa assegnazione dovrà essere obbligatoriamente effettuata a favore di un ente benefico.
Lo scioglimento dell’Associazione non potrà essere deciso che dall’Assemblea generale riunita con il quorum  previsto dall’articolo 22 del presente statuto.
Lo scioglimento può essere anche pronunciato su richiesta del Pubblico Ministero o di qualsiasi interessato nei quattro casi seguenti:
- impiego di capitali o delle rendite dell’associazione per uno scopo diverso rispetto a quello per il quale l’associazione è stata costituita;
- insolvenza;
- sopravvenuta mancanza degli amministratori;
- perseguimento di uno scopo contrario all’ordine pubblico o alla morale.
Salvo disposizioni statutarie o dell’assemblea  statutariamente designata a questo scopo, il Tribunale di Prima Istanza, su richiesta motivata del Pubblico Ministero , o di qualsiasi interessato nomina i liquidatori  che opereranno sulla base delle disposizioni delle leggi belghe  sulle società commerciali.
L’attivo netto dopo la liquidazione non può essere assegnato ai Membri se non sino al massimo della concorrenza dei loro apporti e l'organizzazione alla quale è attribuito l'attivo netto dopo la liquidazione deve essere senza scopo di lucro.

Articolo 20

L'esercizio sociale  decorre dal  1° gennaio  al  31 dicembre di ogni anno.
Eccezionalmente, il primo esercizio  inizia il 30 maggio 2001  e avrà termine  il 31 dicembre 2001.

Articolo 21

I bilanci consuntivi e preventivi  saranno annualmente sottoposti all’approvazione dell’Assemblea Generale che si terrà ogni anno come previsto all’art. 9 del presente statuto.

Articolo 22

Qualsiasi modifica al presente statuto, lo scioglimento e la liquidazione dell’Associazione non possono essere prese  se non attraverso   una decisione dell’Assemblea Generale riunita  con la presenza di tre quarti dei membri   e con la delibera di almeno tre quarti dei membri presenti o validamente rappresentati nella riunione.
Tutto ciò  che non è previsto espressamente dal presente statuto è regolato dalla legge del 25 ottobre 1919 modificata con legge 6 dicembre 1954 del 30 giugno 2000   che disciplina  le associazioni internazionali  con scopo  scientifico.
Atto scritto e sottoscritto a Bruxelles alla data qui sottoindicata in tanti esemplari originali quanti sono i fondatori, ovvero quattro esemplari originali, avendo ogni fondatore ricevuto l'esemplare che gli spetta. Un quinto esemplare è firmato ai fini di essere sottomesso all'approvazione del Ministero di Giustizia.

 

Presentazione di  AERANTI-CORALLO  

AERANTI-CORALLO è una federazione, aderente alla CONFCOMMERCIO  composta dalle seguenti associazioni di categoria:
- AERANTI
- CORALLO

Coordinatore e legale rappresentante della federazione è Marco Rossignoli (avvocato, patrocinante in cassazione, revisore contabile), Presidente AERANTI, componente della Giunta esecutiva della CONFCOMMERCIO e Coordinatore della Sezione tecnico-ambientale della Commissione per l’assetto del sistema radiotelevisivo presso il Ministero delle Comunicazioni.

AERANTI – CORALLO rappresenta complessivamente:
- n. 705 imprese radiofoniche locali (sulle circa 1300 operanti);
- n. 307 imprese televisive locali (sulle circa 595 operanti);
- n. 5 sindycations di emittenti locali che effettuano trasmissioni in contemporanea sul territorio nazionale;
- n. 2 agenzie di informazione radiofonica;
- n. 7 imprese radiotelevisive via satellite;
- n. 8 imprese radiotelevisive via internet. 

AERANTI-CORALLO rappresenta 37 delle 93 imprese televisive locali che hanno ottenuto la concessione regionale in base alla legge 66/2001. In particolare rappresenta la prima emittente delle graduatorie per il rilascio delle concessioni dei bacini regionali Lombardia, Piemonte, Liguria, Marche, Abruzzo, Valle d’Aosta. Nel Lazio rappresenta la seconda e la terza emittente. Le imprese AERANTI-CORALLO danno complessivamente occupazione a oltre 4.000 lavoratori dipendenti e a oltre 10.000 collaboratori. 

L’indagine di ascolto Audiradio attribuisce alle 103 radio locali (su 171) e alle 2 syndication associate AERANTI-CORALLO rilevate, complessivamente n. 11.677.000 ascolti locali nel “giorno medio” e n. 37.173.000 ascolti nei “7 giorni” (dati 2001). L’indagine di ascolto Auditel attribuisce alle 41 tv locali associate AERANTI-CORALLO rilevate, complessivamente n. 5.722.000 ascolti relativi al dato netto giornaliero (media annuale dati 2001). 

AERANTI – CORALLO sono presenti con propri rappresentanti nei seguenti  organismi:
Commissione per l’assetto del sistema radiotelevisivo presso il Ministero delle Comunicazioni;
Commissione per le provvidenze editoria alle imprese   radiofoniche presso la Presidenza del Consiglio;
Commissione per le provvidenze editoria alle imprese televisive locali presso  la Presidenza del Consiglio;
Comitato per lo sviluppo dei sistemi digitali in Italia presso l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni;
Comitato per l’applicazione del codice  di autoregolamentazione nei rapporti tra i minori e le tv presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri;
Consiglio Direttivo e Commissione di Studio dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria. 

AERANTI-CORALLO è tra i soci fondatori della CERTIL (Confédération Européenne des Radios et Télévisions Indépendantes et Locales) con sede in Bruxelles, di cui è presidente l’Avv. Marco Rossignoli.

 

Presentazione di SIRTI

Il SIRTI (sindacato inter-professionale delle radio e televisioni indipendenti) è stato creato nel 1981, in concomitanza con la nascita delle prime radio locali indipendenti ("radios libres").
I valori del SIRTI sono la libertà di comunicazione audiovisiva, la varietà degli operatori quale garanzia del pluralismo di espressione, la responsabilità economica e sociale delle aziende e dei professionisti del settore.
Il SIRTI riunisce le radio francesi indipendenti locali, regionali e tematiche. Delle 120 radio appartenenti a queste categorie, 93 sono attualmente membri del SIRTI.
Le radio SIRTI :
-   Riuniscono la maggior parte degli ascoltatori delle radio indipendenti francesi,
-   Trasmettono su 450 frequenze in tutto il paese,
-   Danno stabilmente lavoro a 2000 persone,
-   Sono in continua innovazione per poter continuare ad essere concorrenziali:
promozione delle nuove tendenze culturali e musicali, attività sulle nuove tecnologie di trasmissione, servizi interattivi e stretto rapporto con gli ascoltatori.
Il SIRTI rappresenta le aziende radio e televisive nei confronti di altri ambiti professionali e ne difende gli interessi morali, economici, tecnici e commerciali.
l SIRTI negozia e firma accordi con i sindacati dei lavoratori, al fine di creare una struttura sociale che favorisca rapporti equilibrati, contribuendo alla crescita delle aziende e dell’impiego.
Il SIRTI difende lo sviluppo di un sistema audiovisivo pluralistico favorendo la diversità tra gli operatori radiofonici con l’aiuto delle autorità pubbliche, i legislatori e le autorità responsabili della regolamentazione ed assegnazione delle risorse del settore.
Il SIRTI auspica lo sviluppo delle televisioni locali, regionali e tematiche indipendenti. E’ necessario individuare le condizioni per un settore televisivo vitale ed indipendente, senza che ciò destabilizzi la fragile economia del mezzo radiofonico. 

 

Presentazione di TELESUISSE 

Nata nel 1995, TELESUISSE – Associazione delle TV regionali svizzere, www.telesuisse.ch – è di fatto l’unica associazione delle TV private nella Confederazione. Non ne fanno parte la TV di servizio pubblico (Società svizzera di radio e telediffusione, SSR-SRG), né le emittenti settoriali private al beneficio di una concessione nazionale (i programmi musicali Star-TV e Viva-Swizz), né le piccole emittenti locali o sperimentali limitate alla diffusione di testi e immagini fisse o programmi a cadenza irregolare.
Per contro ne fanno parte tutte le 18 emittenti regionali concessionate “con alta attività di emissione” secondo la definizione dell’Ufficio Federale delle Comunicazioni (UFCOM). Emittenti cioè che forniscono un programma quotidiano di informazione e animazione nelle diverse regioni del Paese, suddivise in dieci emittenti di lingua tedesca, sei di lingua francese, una di lingua italiana e una bilingue (tedesco-francese).
TELESUISSE è condotta da un Comitato di tre membri (presieduto da Filippo Lombardi, TeleTicino, vicepresidente Markus Ruoss, TeleM1-TeleTell, membro Claude Alain Stettler, Telebielingue) più un segretario generale a tempo parziale (Klaus Streif, con sede a Baden). Alla luce dell’ancor giovane sviluppo delle emittenti private in Svizzera, le sue attività si sono per il momento concentrate sulla difesa sindacale delle posizioni comune dei membri di fronte all’autorità politica in vista della definizione del futuro quadro giuridico in cui dovranno operare (nuova Legge federale sulla radiotelevisione, LRTV), come pure in alcune questioni di comune interesse editoriale ed economico (diritti d’autore, diffusione via cavo, ecc.).
Progressivamente l’Associazione inizia a sviluppare un ruolo più attivo nella promozione dell’immagine delle TV regionali svizzere nell’opinione pubblica e sul mercato, nello scambio e nell’acquisizione di programmi o in qualche produzione comune,  e favorisce le sinergie dei propri membri anche sul piano prettamente commerciale (rapporti con le agenzie, creazione di “pool” linguistici o nazionali in grado di raccogliere sponsoring e pubblicità non solo locale, ecc.), pur non intervenendovi direttamente.
TELESUISSE è membro di Economiesuisse (l’associazione mantello delle attività economiche nazionali), del DUN (associazione degli utenti di diritti d’autore), del CERTIL (Confederazione europea delle radio e televisioni indipendenti e locali) e patrocina il MITIL, Meeting delle radiotelevisioni indipendenti e locali che si tiene annualmente a Vevey in Svizzera (www.mitil.org).

 

Presentazione di TEM 

Il TEM (Televisione locale greca) è un’associazione non a scopo di lucro istituita nel 1999 che conta 104 membri delle stazioni televisive locali. La sua finalità è quella di soddisfare gli interessi dei suoi membri.
L’associazione ha non soltanto avuto un notevole corso nei suoi 3 anni di presenza in Grecia in relazione alle stazioni televisive periferiche (locali), ma ha anche preteso l’applicazione della legislazione e la legalizzazione provvisoria delle stazioni televisive. Ben presto si amplierà alle stazioni radio locali greche; al momento vi sono circa 2000 stazioni radio in tutto il paese. 

 

La situazione radiotelevisiva in Italia 

In Italia fino al  1976 l'attività di radiodiffusione sonora e televisiva via etere terrestre era sottoposta a   regime di monopolio e conseguentemente  poteva essere esercitata   esclusivamente dalla concessionaria del servizio pubblico RAI.

La Corte Costituzionale  con la sentenza   n. 202 dell’anno 1976 ha liberalizzato   l’attività  di radiodiffusione  via etere terrestre  permettendo lo svolgimento  della stessa anche ai privati.

Il sistema radiotelevisivo  è rimasto sostanzialmente  privo di disciplina normativa  per circa 14 anni   sicché si è sviluppato  in assenza di regole, con inevitabili ripercussioni  sul piano dello sviluppo  imprenditoriale, della concorrenzialità e  degli equilibri interferenziali  tra gli  impianti di diffusione.

La prima legge di settore  è stata emanata    nel 1990 (legge 6/8/90 n. 223). La stessa  ha previsto    che l’attività di radiodiffusione   sonora e televisiva  via etere terrestre  fosse sottoposta  a concessione.

Le prime concessioni sono  state rilasciate nel 1994 in assenza  dei piani di assegnazione delle frequenze e sulla base degli impianti già eserciti di fatto dalle emittenti.

Attualmente in Italia operano  14 imprese televisive nazionali (3 della concessionaria  pubblica RAI e 11 private) e 600 imprese  televisive  locali private.

Inoltre operano 20 imprese radiofoniche  nazionali (5 della concessionaria pubblica RAI e 15 private)  e circa 1300 imprese radiofoniche locali  private.

Tutte le suddette imprese operano  con diffusione   via etere  terrestre  in tecnica analogica.

Il mercato televisivo  (ascolto e fatturato) è controllato  al  90% dai due principali  gruppi televisivi  (la concessionaria pubblica RAI  esercente    tre reti  e la concessionaria privata RTI – Gruppo Mediaset  ugualmente esercente tre reti).

Nel settore   radiofonico   non esiste   una analoga situazione   dominante  sicché  le imprese radiofoniche  locali possono effettivamente   competere in termini di ascolto e di raccolta pubblicitaria con le reti radiofoniche  nazionali.

La recente legge 66 dell’anno 2001 ha stabilito  le regole per il passaggio alle trasmissioni digitali  terrestri fissando per il comparto televisivo  la data dallo switch-off, che comunque  potrebbe essere prorogata, al 31 dicembre 2006.

Per il comparto radiofonico  il passaggio al digitale si presenta invece molto incerto stante la limitatezza  delle frequenze  disponibili  che peraltro essendo allocate in diverse bande non permettono neppure pari opportunità  tecniche  agli operatori.

L’emittenza locale sta operando al fine di ottenere  effettive possibilità  di accesso alla tecnologia digitale  al pari degli operatori nazionali. 

 

La situazione radiotelevisiva in Francia 

Dirette discendenti delle "radios libres" sorte nei primi anni 80, le radio indipendenti degli anni 2000 sono la risposta alla richiesta degli ascoltatori di diversità nella programmazione, varietà di operatori radiofonici e servizi basati sulla comunità locale.
In Francia ogni giorno circa 6 milioni di persone, dai 15 anni in su, ascoltano le circa 120 radio indipendenti, secondo Mediametrie.
Locali o regionali che siano, queste radio sono conosciute nel proprio territorio di appartenenza, ne rappresentano le specificità ed ampliano l’offerta radiofonica a tali zone. Ciononostante le loro specificità non sono sempre ben recepite a Parigi, dove spesso si decide per loro. Essendo stazioni tematiche, sono all’origine delle nuove tendenze musicali e dei nuovi talenti. Contribuiscono, meglio di chiunque altro, alla diversità musicale radiofonica, come dimostrano gli stessi studi Yacast.
L’influenza esercitata dalle reti radiofoniche nazionali e dalle aziende internazionali sulle radio FM francesi sta portando ad una contrazione dell’offerta radiofonica.
Nel 1994 la legge sancisce che una radio, con la sua rete, può raggiungere 150 milioni di persone. Concretamente, in un paese con 60 milioni di abitanti, una tale situazione fa sì che i principali operatori radiofonici creino almeno tre reti a testa. Questa legge ha favorito un vero e proprio “mercato nero” delle frequenze, provocando la scomparsa di numerose radio indipendenti.
Queste ultime utilizzando a malapena il 15% delle frequenze FM private e, per favorire un nuovo sviluppo, contano sul successo degli ascolti ed un’economia vitale.
Per quanto riguarda la televisione, i canali indipendenti sono ancora alla ricerca di un proprio sviluppo. La televisione pubblica ed i grandi gruppi privati sono praticamente soli a dominare la scena della TV via terra.
I canali via cavo e satellitari continuano a dipendere dai principali operatori e non hanno una propria economia viva. Il loro pubblico è più ristretto.
Le televisioni locali operano soprattutto via cavo. Poiché il sistema non è diffuso ovunque e l’indice di ascolto non è calcolato, esse non dispongono di risorse sufficienti per operare come vere e proprie aziende indipendenti.
Le poche televisioni indipendenti via terra non sono riuscite a trovare un modello economico e fanno affidamento sul coinvolgimento personale dei propri promotori.
Poiché la televisione via terra è ancora numericamente incerta ed in lenta crescita, ciò potrebbe ritardare ulteriormente lo sviluppo delle televisioni locali via terra.

 

La situazione radiotelevisiva in Svizzera

 

Tradizionalmente riservate all’Ente parastatale SSR-SRG-Idée suisse, la radio e la televisione sono state liberalizzate molto tardi in Svizzera rispetto alla media dei paesi europei. La motivazione ufficiale – ma discutibile – delle autorità era che il mercato svizzero è troppo piccolo per far vivere emittenti private, e che il canone doveva essere interamente riservato ad un solo Ente, incaricato di promuovere la coesione nazionale e la promozione delle minoranze culturali con una perequazione finanziaria fra le regioni linguistiche.
Di fatto la liberalizzazione sperimentale in campo radiofonico è giunta solo negli anni ’80 – dopo le battaglie del “pirata” Roger Schawinski che diffondeva la sua Radio24 dall’Italia verso Zurigo – in campo televisivo solo con la Legge sulla radiotelevisione (LRTV) del 1991, sulla cui base le prime emittenti private hanno cominciato ad emettere nel 1994.
La liberalizzazione era peraltro parziale, assortita da numerose condizioni penalizzanti per le emittenti private: procedura defatigante di concessionamento, frazionamento regionale eccessivo, limitazioni pubblicitarie e legali varie. Inizialmente poi le concessioni private sono state attribuite unicamente ad emittenti locali e regionali, per la sola diffusione via cavo, ad esclusione di frequenze per la diffusione via etere.
Molto tardivamente sono state assegnate due concessioni nazionali (o meglio, per l’intera Svizzera in lingua tedesca) alle emittenti Tele24 e TV3, progetti ambiziosi ma scontratisi alla strapotente corazzata pubblica con tutte le difficoltà del quadro legislativo e commerciale qui solo accennate, e destinati dunque a vita breve (hanno chiuso entrambe a fine 2001).
Questa mancanza di una vera dinamica di concorrenza nazionale ha condotto ad una situazione paradossale, in cui l’onnipotente azienda pubblica SSR – quattordici canali radio e sei reti TV, due per lingua ufficiale – malgrado benefici di un fortissimo radicamento storico e istituzionale, della quasi totalità del canone (uno dei più alti al mondo, 300 Euro all’anno per radio e tv) e di un quasi monopolio sulla pubblicità e lo sponsoring nazionale, con diritti di esclusiva per tutte le manifestazioni sportive culturali o spettacolari di rilievo, riesce a malapena a garantirsi in media il 30% di quota del mercato televisivo (per la radio va meglio, attorno al 70% in media).
Poiché i privati rimangono confinati al livello dell’informazione regionale con ridotti mezzi finanziari – e quindi debbono accontentarsi di pochi punti di quota di mercato – ne risulta una enorme penetrazione delle emittenti estere che assieme superano il 60% di quota di mercato tv, in tutte le regioni linguistiche. Il che ha spinto le principali emittenti tedesche e francesi (il mercato della Svizzera italiana è invece troppo piccolo) a dotarsi anche di “finestre pubblicitarie svizzere”, con facoltà di raccogliere pubblicità nazionale ad ulteriore detrimento delle possibilità di espansione delle private svizzere.   
Per le radio lo sviluppo è per contro più sano, perché le emittenti hanno iniziato in genere una decina d’anni prima delle TV, perché i loro costi d’esercizio sono inferiori, e perché per loro vale il “sistema duale” (canone all’Ente pubblico, che però non diffonde pubblicità). La quarantina di radio private, pure caratterizzate da una diffusione regionale, sono riunite in due associazioni, la VSP (Verein Schweizerischer Pivatradios) principalmente germanofona e la RRR (Réseau des Radios Régionales) francofona.
Da notare, tanto per le radio quanto per le TV, una tendenza alla concentrazione dei media: spesso sono gli editori di giornali dominati nella regione che sono pure proprietari o perlomeno azionisti importanti delle rispettive radio e tv regionali. Il fenomeno appare purtroppo inevitabile, nella misura in cui solo case editrici solide possono creare sinergie redazionali e nel contempo sopportare per anni le perdite iniziali di queste emittenti, causate dal sistema legale in vigore. Si assiste peraltro, nelle radio francofone, ad una progressiva penetrazione di operatori privati francesi che le acquisiscono e le mettono in rete. Qualche sintomo si rileva recentemente anche nella Svizzera tedesca.

 

La situazione radiotelevisiva in Grecia

 

Al momento in Grecia vi sono 7 stazioni televisive private che coprono tutto il paese e circa 100 stazioni locali. Nonostante la legislazione in vigore dal 1995 ed emendata già due volte, bisogna ammettere che la sua applicazione è soltanto parziale.
Le aziende televisive, come pure quelle radiofoniche, devono costituire una sorta di società S.A. all’interno della quale gli azionisti non possano detenere più del 25% del pacchetto azionario e non possano detenere azioni di più di due diversi mezzi di comunicazione di massa (radio, televisione o giornali).  
L’azionista che detiene la maggior percentuale prende il nome di “principale azionista” e non potrà rivendicare commissione alcuna per i progetti assegnati dal governo greco.
Tutte le stazioni radio e televisive periferiche (locali) della Grecia operano con una licenza provvisoria. Sembra che al momento vi siano troppe stazioni radio in proporzione alla situazione finanziaria del paese.

 

Obiettivi di AERANTI-CORALLO

 

Le priorità  di AERANTI-CORALLO sono quelle  di giungere  ad un sistema  che garantisca  adeguato spazio   e ruolo alle imprese radiofoniche e televisive  locali italiane e permetta effettivamente  la transizione al digitale  anche  agli operatori locali.
Per questo è necessario creare le condizioni per una ulteriore crescita e sviluppo del settore sia attraverso forme di incentivazione e di sostegno pubblico, sia attraverso interventi  che favoriscano gli investimenti pubblicitari  sui mezzi radiotelevisivi locali.

 

Obiettivi di SIRTI

 

In ambito radiofonico: sostenere il dinamismo delle radio indipendenti  

Gestire le risorse Hertz al fine di ripristinare un equilibrio tra radio indipendenti e reti nazionali

La CSA (autorità responsabile della regolamentazione audiovisiva in Francia) deve attribuire le frequenze FM disponibili, senza le quali le radio indipendenti locali, regionali o tematiche non possono esistere.
Più specificatamente, deve ripristinare gli equilibri in numerose città nelle quali è presente soltanto una radio indipendente, o addirittura nessuna, rispetto alle numerose reti nazionali.
E’ possibile trovare nuove frequenze sulla banda FM. Abbiamo ottenuto la ri-assegnazione di circa 100 frequenze non utilizzate dalle radio pubbliche. Non è più possibile trasmettere su una doppia frequenza nella stessa zona.
Potremmo avere a disposizione anche altre frequenze se riuscissimo a rivedere l’eccessiva capacità di elaborazione concessa alle radio pubbliche ed a generalizzare le regole di programmazione applicate alle radio private.
Con lo sviluppo delle nuove tecnologie di trasmissione radiofonica (AM analogiche o numeriche, DAB, ecc. …), l’assegnazione delle risorse hertz deve garantire l’evoluzione tecnologica degli operatori indipendenti.

Le radio indipendenti sono vere e proprie aziende e la loro base economica deve essere rafforzata

E’ indispensabile garantire l’autosufficienza delle radio indipendenti.
La percentuale delle reti nazionali sul mercato locale dovrebbe essere ridotta. Tuttavia il Governo e la CSA sono sottoposti alle pressioni di alcuni gruppi e reti nazionali che rivendicano la totale deregolamentazione del mercato pubblicitario locale.
Allo stesso modo da anni si esercitano pressioni sulle autorità pubbliche affinché modifichino le normative economiche inerenti l’assegnazione degli investimenti pubblicitari tra i vari mezzi di comunicazione.
E’ assolutamente indispensabile garantire la stabilità economica della radio, un importante mezzo di comunicazione in termini di ascolti, ma una piccola industria dal punto di vista del fatturato.

Le radio indipendenti devono avere libero accesso alle risorse di programmazione

Le radio indipendenti possono competere con le reti nazionali soltanto se possono beneficiare della libertà di accesso alle risorse di programmazione, al minor costo possibile.
Quando si introducono le esclusive commerciali tra chi detiene i diritti e le radio, le radio indipendenti sono quasi sempre messe da parte.
Tali esclusive commerciali possono essere sviluppate sia per gli eventi musicali, sia per quelli sportivi, sia per quelli culturali. La legge e le normative devono tutelare il diritto all’informazione ed il libero accesso alle risorse di programmazione.
Per quanto riguarda la musica, è indispensabile assicurare un sistema di licenze legale e mantenere livelli accettabili per i diritti d’autore applicati agli artisti ed alle società di registrazione, in modo particolare nel caso dei piccoli operatori.

Nel settore TV la libertà deve essere ancora consolidata                   

E’ possibile considerare la comunicazione audiovisiva francese come libera se il settore televisivo indipendente è quasi del tutto inesistente ?
Il SIRTI propone anche lo sviluppo delle televisioni indipendenti locali, regionali e tematiche, senza destabilizzare la fragile economia del mezzo radiofonico.
Ciò implica il rispetto delle principali disposizioni in materia di pubblicità. In modo particolare l’interdizione della pubblicità televisiva per il settore della distribuzione commerciale.
I presupposti per la vitalità delle televisioni indipendenti vanno ricercati altrove. Lo sviluppo di TV indipendenti in ogni regione permetterebbe loro di raggiungere un modello di sindacato economico, così com’è avvenuto per le radio.
E’ anche necessario pensare alla possibilità di un parziale finanziamento pubblico per le televisioni indipendenti.
Una porzione dell’imposta annuale sulla TV potrebbe essere assegnata alle televisioni indipendenti basate sulle comunità locali. Le autorità pubbliche e locali, sulla base di convenzioni specifiche, dovrebbero essere in grado di operare in favore di queste televisioni.

 

Obiettivi di Telesuisse

 

In questo quadro, è evidente che la priorità assoluta per le emittenti private TV – ormai quasi esclusivamente regionali, e in buona parte deficitarie – è la modifica del quadro legislativo vigente. Dopo parecchie esitazioni il Governo lo ha riconosciuto, e intende sottoporre al Parlamento entro fine 2002 una nuova LRTV, che entrerebbe in vigore il 1. gennaio 2005.
Tale progetto dovrebbe prevedere una limitazione quantitativa delle emittenti regionali (una dozzina) in cambio di un allargamento delle rispettive zone di diffusione e di un riconoscimento del loro ruolo di “servizio pubblico regionale” complementare al servizio pubblico nazionale della SSR. Ciò consentirebbe di riconoscere loro finalmente una parte del canone TV (si parla del 5% del totale, poco per la SSR ma notevole per le regionali!). Nel contempo verrebbero allentate le restrizioni pubblicitarie (facoltà di interrompere i programmi ogni 20 minuti e di pubblicizzare gli alcol leggeri ad esclusione dei superalcolici).
Il tutto dovrebbe condurre ad un quadro finalmente in grado di garantire la sopravvivenza delle regionali. Resta per il momento impensabile una TV generalista privata nazionale, mentre qualche spazio lo potranno ricavare le emittenti settoriali (musica, cinema, ecc.). 
Per il resto, rimane importante per le TV regionali migliorare la loro qualità ed immagine pubblica, accrescere la loro collaborazione e diversificazione nel campo dei programmi, creare sinergie pubblicitarie e incentivare le agenzie e le reti di vendita, difendersi dalla voracità dei commercianti di diritti d’autore internazionali come pure dalle possibili richieste di pagamento della diffusione da parte dei distributori via cavo. E ovviamente, come negli altri paesi, non perdere il treno della rivoluzione tecnologica DVB-T. 
Le priorità per le radio sono diverse. Sostanzialmente si tratta di consolidare quanto ottenuto sul piano degli ascolti, resistendo all’attuale recessione del mercato pubblicitario e allargandosi pure alla pubblicità degli alcolici leggeri. Importa inoltre non peggiorare il quadro legislativo esistente, come avverrebbe se alla SSR venisse concessa anche la pubblicità radiofonica che a tratti essa reclama. Si tratta pure di mantenere la piccola quota parte di canone di cui già dispongono le emittenti – specie in funzione dei costi di diffusione nelle regioni periferiche e di montagna – e di potersi assicurare delle frequenze nel quadro della riorganizzazioni nazionale in corso (incerte per contro le prospettive della diffusione DAB, iniziata sperimentalmente dalla SSR e poi sospesa a causa dei costi e della scarsa rispondenza del pubblico e dell’industria del settore).

 

 

Obiettivi di TEM

 

Qui di seguito sono elencati in principali problemi radio e televisivi che la Grecia dovrebbe risolvere: 

Predisposizione di licenze di attività permanenti.

Il governo greco dovrebbe concedere tali licenze, qualcosa che sino ad oggi non è stato ancora fatto, in modo da organizzare il settore ed aiutare le stazioni televisive a sopravvivere finanziariamente in un ambiente radio e televisivo decisamente imprenditoriale. 

Tassazione non equa della pubblicità

In Grecia ci si trova dinanzi al problema di un’aliquota fiscale del 21,5% sulla pubblicità radio e televisiva e ciò va a scapito dei terzi, ovvero l’associazione dei giornalisti. E’ stata inoltre applicata un’ulteriore imposta del 30% per il governo greco, per un totale del 51,50% più IVA. Esiste inoltre un ulteriore tassazione del 2,2% per tutti i diritti riservati dei musicisti. La stessa tassazione interessa sia la radio, sia la televisione in Grecia. Per tutti questi motivi abbiamo chiesto l’aiuto del CERTIL perché sappiamo che nel resto dell’Unione Europea queste aliquote non esistono o sono minori e si fondano sulle condizioni dell’unione finanziaria. 

Ripartizione non proporzionale del budget per la pubblicità da parte del governo greco  in favore delle stazioni radio e televisive nazionali ed a scapito di quelle periferiche (locali).

La televisione locale greca rivendica una quota della suddetta ripartizione con interventi sul governo greco, poiché la legislazione in materia esiste ma non è sempre applicata.  

 

 

PROPOSTE OPERATIVE DI CERTIL

 

Elaborando le esigenze specifiche espresse da ciascuna associazione nel proprio Paese (vedi gli obiettivi nazionali precedentemente illustrati), analizzando la situazione politica ed economica nelle altre nazioni europee e sviluppando da queste delle linee di interesse comune da promuovere in ambito comunitario europeo, CERTIL si adopererà al fine di ottenere, in prima istanza:

- norme finalizzate allo sviluppo e alla valorizzazione del settore radiotelevisivo locale indipendente in tutti i Paesi europei, sia dal punto di vista tecnologico, anche prevedendo adeguate riserve di frequenze per la trasmissione, sia dal punto di vista del mercato, favorendo la raccolta pubblicitaria da parte dell'emittenza radiotelevisiva locale indipendente degli investimenti per comunicazione pubblici e privati;

- norme finalizzate a garantire e supportare la transizione al digitale del comparto radiotelevisivo locale indipendente, anche prevedendo forme di sostegno economico per il rinnovamento tecnologico degli impianti di trasmissione;

- norme per la piena tutela del diritto di informazione e di cronaca da parte delle emittenti radiotelevisive locali indipendenti, sia in generale, sia specificamente per l'informazione politica e per gli eventi sportivi;

- garanzie di equa distribuzione delle risorse pubbliche derivanti da canone anche a sostegno di quelle emittenti che svolgano - per propria libera scelta - attività di pubblico servizio.